Qual è il segreto del successo? Non ce n’è solo uno, anche se quello più importante è senz’altro lavorare su se stessi, formarsi costantemente anche dal punto di vista personale.

Accettare le sfide. Sedersi sugli allori può essere comodo, ma certamente non è utile. E’ bene accettare le sfide, delegare il meno possibile. L’obiettivo è imparare cose nuove e mettersi alla prova dal punto di vista emotivo.

Trasformare i fallimenti nelle opportunità. Il miglior maestro in alcuni casi è il fallimento. E’ possibile imparare molto dai propri fallimenti. Per esempio, come non commettere più un certo tipo di errori.

Avere fiducia in se stessi. La “self confidence” può essere allenata come se fosse un muscolo. Occorre ovviamente lavorare su se stessi ma i risultati sono presto tangibili: chi ha fiducia in se stesso, ispirerà fiducia negli altri (e verrà seguito con maggiore convinzione).

Essere ottimisti. E’ anche questa una questione di leadership. Gli ottimisti attirano più simpatie dei pessimisti, ma l’ottimismo si rivela funzionale anche al raggiungimento degli obiettivi. Solo chi è capace di vedere il lato positivo delle cose è capace di cogliere il dettaglio per la soluzione di un problema.

Accettare le critiche. Il nostro punto di vista su noi stessi è giocoforza parziale, soggettivo. Per quanti sforzi possiamo fare, è necessario un parere altrui. Se critico (e critico in maniera positiva) ancora meglio.

Affidarsi a un mentore. Nessuno nasce sapendo tutto, dunque è bene fare tesoro di ogni esperienza, anche di quella altrui. Per questo è bene cercare un mentore, una figura di ispirazione e instaurare una sorta di rapporto tra maestro-allievo.

Essere flessibili. La flessibilità è importante perché consente di affrontare in modo efficace gli imprevisti. Allenarsi prima a sopportarli e poi a sfruttarli per i propri scopi giova al proprio business e alla propria stabilità emotiva.

Prestare attenzione ai risultati. Quando le proprie azioni sono influenzati dai risultati raggiunti, lo spreco di tempo e di risorse si riduce. Il consiglio è quindi quello di “rimanere sul pezzo”.

Essere ambiziosi. Non tutti sono ambiziosi, c’è gente che si accontenta. Eppure chi si accontenta non migliora. Una sana ambizione contribuisce a formare se stessi  perché pone in essere sfide potenzialmente formative  e a crescere professionalmente. Spesso, la differenza tra un dipendente promosso e uno non promosso è il fattore “lo voglio”.